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Il dibattito virtuale sulla sperimentazione animale

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Il dibattito sulla sperimentazione animale è uno degli argomenti che più infiamma la Rete, soprattutto dopo fatti come quelli recentemente accaduti a Milano.

In questo post non voglio discutere se la sperimentazione animale sia giusta o sbagliata ma voglio analizzare la tipologia dei confronti che scaturiscono in rete quando si affronta questo argomento.

Da biologo biomedico mi sono spesso trovato a discutere online, anche animatamente, cercando di condividere le mie posizioni e valutando al tempo stesso le idee altrui. Perché è esattamente questo che sta alla base del concetto di dibattito: confrontarsi, anche duramente, cercando di comprendere le ragioni dell’avversario, criticandole in modo costruttivo e, se possibile, trovare punti di convergenza.

Purtroppo sappiamo bene che mantenere una discussione in rete su livelli di pacato confronto civile è sostanzialmente un’utopia e il dibattito sulla sperimentazione animale non fa eccezione.

Il confronto su questo argomento vede generalmente opposti “addetti ai lavori” come il sottoscritto (ricercatori, studenti, professori) a persone che spesso non hanno una formazione scientifica o un’esperienza diretta della ricerca. Personalmente credo che per criticare qualcosa lo si debba prima conoscere in maniera approfondita, ma è anche vero che chiunque e senza limitazioni deve essere libero di esprimere le proprie convinzioni in merito a qualsiasi argomento. Questo però non deve precludere la capacità di ascolto verso punti di vista differenti dal proprio.

Nonostante le numerose accuse di immobilismo mentale e servilismo nei confronti di un fantomatico “Sistema”, nel dibattito sulla sperimentazione animale, però, non siamo noi addetti ai lavori ad essere fermi nei nostri preconcetti culturali e convinzioni di fondo. Nel corso della mia esperienza, infatti, mi sono trovato a sbattere in continuazione contro un muro di integralismo e pregiudizi praticamente impossibile da abbattere. Ed è questo il problema cardine: l’integralismo.

La Scienza con la esse maiuscola ha la peculiarità di basarsi sulla critica continua. Non esistono verità assolute ma solo teorie incerte che necessitano di continue verifiche e continue conferme per sopravvivere e che, nel caso, possono essere accantonate. Purtroppo coloro i quali condannano in modo arbitrario la sperimentazione animale vivono di assolutismi, fermamente impiantati nelle loro convinzioni di partenza, e qualsiasi accenno di argomentazione cade nel vuoto. Ogni tentativo confronto si risolve in un fiume di accuse spesso false e superficiali (se non addirittura complottiste), di banalizzazioni, di provocazioni e di generalizzazioni tipiche di un atteggiamento qualunquista che poggia le proprie fondamenta su teorie pseudoscientifiche e su numerosi luoghi comuni che la Rete sa alimentare con rara maestrìa (non mi addentro nello specifico delle singole argomentazioni perché non è questa la finalità di queste mie righe).

Va da sé, inoltre, che chi basa la propria vita su un principio assoluto e inamovibile come “nessun animale va mai toccato per nessuna ragione” difficilmente sarà disposto a fare passi indietro in merito o semplicemente a stare a sentire se si parla dell’utilizzo di modelli animali nella ricerca biologica.

Personalmente reputo il fanatismo un pozzo buio e profondo che oscura la mente di chi ha la sfortuna di caderci. La negazione a priori senza verifiche e confronti, in qualsiasi campo, non porterà mai ad un miglioramento della condizione che si reputa sbagliata. Mi rivolgo anche a coloro che come me difendono la ricerca contro qualsiasi fanatismo oscurantista che spesso cadono nelle trappole delle provocazioni abbandonando l’argomentazione lucida per la più facile via dello sfogo di petto (e dell’insulto).

Per queste ragioni sono giunto all’infelice conclusione che il confronto virtuale con i cosiddetti animalisti porti inesorabilmente ad un vicolo cieco senza vie d’uscita.

Mi piacerebbe trovare qualcuno che mi smentisca, che sia in grado di discutere di sperimentazione animale senza tirare in ballo bizzarri complotti sulle multinazionali del farmaco che ci avvelenerebbero per venderci poi le cure, che non banalizzi il nostro lavoro accusandoci di farlo solo per fama e denaro, che citi le tecniche alternative conoscendone le applicazioni e la reale efficacia. Fino a questo momento non ho ancora avuto il piacere di confrontarmi con una persona di questo tipo, ma come sempre rimango qui… alla continua Ricerca.

P.S. per sdrammatizzare la serietà dell’articolo allego di seguito una mia vignetta che sta avendo un discreto successo

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Informazioni su dariomelgari

Sono un biologo biomedico laureato presso l'Universita' degli Studi di Milano. Attualmente sono un PhD student presso la University of Bristol dove studio l'attivita' elettrica del cuore e le molecole che la modulano.

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  1. Appena appena lungo, ma la conclusione merita!
    Così come la vignetta!

    Rispondi
  2. sei pronto a essere insultato? perche e l’unica cosa che sanno fare. Probabilmente lavori per una big pharm, non hai cuore, sei un vivisettore, sei un figlio di satana, ti paice torturare gli animali, mangi cadaveri, fai puzza di latte, sei un specista (ancora mi chiedo se hanno provato a spiegare ai leoni che non possono mangiare carne perche loro leoni non possono considerarsi superiori nella catena alimentare…).
    Basta. Spero non ti dia fastidio, ti metto tutto questo perche cosi la finiamo presto, in questo modo loro non hanno bisogno di romperti e possiamo passare a discutere davvero.
    Comunque, mi piace molto il tuo articolo, e anche la vignetta che penso sia molto rappresentativa di quello che sta accadendo.

    Rispondi
  3. Francesco Moggia

    Con il termine “fondamentalismo” si intende genericamente qualunque interpretazione letterale dogmatica di testi sacri (o loro equivalenti, fuori dell’ambito religioso). Facendo finta che l’antispecismo abbia dei testi “sacri” o equivalenti, posso essere più o meno d’accordo sull’uso del termine. Ci sono dei principi su cui si basano i movimenti che sono inviolabili agli occhi del movimento stesso, ti posso concedere un “dogmi”, purchè virgolettato. L’antifascismo ha i suoi, così come il pacifismo ne ha altri. E via dicendo.

    In questo testo ti lamenti dell’incapacità di avere un dialogo con il movimento. Tralasciando l’immaturità di una parte di quest’ultimo, il tuo errore è quello di “shiftare” (perdonami) la discussione, da un piano meramente etico, ad un piano scientifico e aspettarti un confronto accademico. Le posizioni antispeciste sono trasversali, e le considerazioni etiche che porta avanti sulla relazione umano/non umano vanno poi ad applicarsi in diversi contesti. Se vuoi essere veramente aperto al confronto è lì che devi andare. L’allevatore non viene attaccato perchè usa tecniche di un certo tipo piuttosto che un altro. L’allevatore viene confrontato dal movimento perchè alleva, punto. Allo stesso modo il “vivisettore” (Sì, lo so. Ma come ti permetto di usare “fondamentalismo” in modo elastico, dovrai concedere delle eccezioni anche a me) è attore in un processo analogo.

    Ti invito a confrontarti sul piano scientifico con le tue controparti (http://www.equivita.it/index.php/it/ e via dicendo). E sono lieto di sollevare questo punto anche per smentire il NOI e il VOI che ultimamente sto trovando molto fastidiosi. La Scienza con la S maiuscola è quella che uno ha in testa e a cui la scienza stessa dovrebbe aspirare. Eppure quando ti si fanno notare delle contraddizioni tra “S” e “s” sono sempre delle generalizzazioni ingnoranti e complottiste. Poi però il passaggio successivo prevede un attacco del movimento proprio sulla coerenza e sulle contraddizioni tra Antispecismo (quello che abbiamo in testa) e antispecismo (quello che mettiamo in pratica). Qui le tue lamentele sull’impossibilità di un confronto vengono meno.

    Per finire, lo sappiamo bene entrambi il motivo per cui non c’è nessun dialogo etico, ed è perchè le due posizioni sono arroccate agli antipodi. L’inamovibile antispecismo della liberazione animale da una parte, e il male necessario della S.A. dall’altra, a sua volta immobile. Ma se c’è un arena dove il confronto deve avere luogo è quella. Non quella della Scienza (a meno che tu non ti stia effettivamente confrontando su questioni tecniche).

    Per finire, quando ti viene contestato l’uso degli animali per profitto, nessuno si immagina che stai a casa a contarti gran mazzette di banconote seduto su di un trono di cadaveri. Il profitto di cui si parla non è necessariamente il tuo e non è necessariamente enorme. Inoltre quelle critiche di cui parli nel tuo testo sono state portate avanti anche da soggetti scientifici (deciderai tu se S o s).

    Spero di aver sviscerato in modo utile alcune dinamiche da te affrontate.
    Buon prosegumento di crociata. 😉

    Rispondi
    • Ciao Francesco. Ti ringrazio del commento. Fa piacere leggere delle riflessioni come le tue scritte in modo civile.
      Sono cosciente del fatto che non tutto il movimento antispecista è fatto da integralisti violenti e non era mia intenzione fare un’eccessiva generalizzazione. Per questo non ho fatto alcun riferimento a gruppi organizzati ma mi sono limitato a parlare dei confronti virtuali che ho avuto con singoli individui o comunque con gruppi ristretti di persone. Mi preme anche sottolineare che non condanno a priori qualsiasi movimento animalista, anzi. Condivido con voi alcune posizioni e alcune delle vostre battaglie (come la condanna dell’allevamento intensivo o dell’illegale livello di segretezza delle multinazionali del farmaco, giusto per evidenziare che anch’io sono un soggeto scientifico critico). Sono convinto che gruppi simili siano utili per mantenere vivo il dibattito ed è giusto, per esempio, denunciare i laboratori che violano le norme o che fanno ostruzionismo nei confronti degli obbiettori. Quello che non condivido e condanno sono le azioni violente e la propaganda spesso esagerata.
      Per quanto riguarda il dibattito in sé, è complicato non cadere sul piano scientifico quando si parla di tecniche. E qui riconosco un gap comunicativo tra gli addetti ai lavori e “l’uomo della strada” (e le colpe di questo gap sono divise equamente e comprendono anche una stampa divulgativa decisamente poco professionale e troppo sensazionalistica).
      Comunque anche dal punto di vista etico il gap è difficilmente colmabile. Non sono d’accordo però sull’immobilità del mondo scientifico sul tema della SA. Negli ultimi decenni sono stati fatti passi da gigante in merito. L’uso di animali nella ricerca al giorno d’oggi non è paragonabile a quello di soli 20 anni fa (converrai anche tu che c’è una bella differenza tra uccidere cinque conigli al giorno con un bastone e ucciderne uno alla settimana con una sedazione preventiva seguita da un’iniezione di barbiturici per farlo morire nel sonno). E la ricerca va in questa direzione. Come ho scritto nell’articolo la Scienza (in linea di principio) critica continuamente se stessa e questo vale anche per la SA. Se un modello animale si rivela poco indicativo verrà abbandonato. Se una nuova tecnica permette di ridurre l’uso di animali stai sicuro che verrà adottata nel più breve tempo possibile (relativamente ai tempi della ricerca che non sono propriamente brevi). Anch’io sono dell’idea che non esista un VOI e un NOI perché stiamo camminando nella stessa direzione.

      P.S. grazie per il link. Non conoscevo quel sito. Ci darò un’occhiata.

      Rispondi
  4. Hai espresso magnificamente il mio pensiero sull’argomento, specie per quanto riguarda il fanatismo pseudoreligioso mostrato dalle frange più estreme del movimento animalista. Mi permetto di aggiungere una breve postilla al discorso da te affrontato, postilla che riguarda il comportamento delle forze dell’ordine: sono infatti convinto che gli atteggiamenti intimidatori, intolleranti ed aggressivi delle persone che hanno occupato lo stabulario, minacciato di morte gli studenti di Veterinaria (Parma, pochi giorni fa, sai che sono informato a riguardo) o danneggiato le automobili dei dipendenti Menarini, siano figli dell’eccessiva tolleranza dimostrata in passato verso gesti analoghi. L’impressione è che, dato che l’opinione pubblica è generalmente contraria alla sperimentazione animale, clima questo pesantemente influenzato dall’atteggiamento dei media generalisti, le forze dell’ordine trattino queste intemperanze con mano eccessivamente leggera, specie alla luce delle manganellate ai lavoratori del San Raffaele. Dobbiamo ricordare che questi individui hanno commesso una serie di violazioni e reati per cui spero non resteranno impuniti.

    Mi sento inoltre di rispondere al commento precedente, che solleva alcune interessanti questioni ed è scritto con acume da una persona che mi da l’impressione di essere intelligente. Devo però contestare un punto di quanto scritto: non si può infatti negare che le posizioni animaliste ed in particolare antispeciste riguardo la questione animale siano dogmatiche. Cosa più grave, il dogma dell’antispecismo viene propagandato in modo aggressivo, in violazione della legge. Per me chiunque è libero di vivere la propria vita come preferisce, all’interno delle norme che sono state predisposte per permettere la reciproca convivenza; quando però una cricca di disturbatori esaltati, punta dell’iceberg di un movimento molto più vasto che certamente non condanna i loro eccessi, si permette azioni come quella di Milano, il limite viene oltrepassato. Non si tratta più di una questione morale, si tratta di un gruppo di individui che tenta aggressivamente di impormi la propria idea, e io a questo reagisco davvero male. Io penso che l’antispecismo sia una stupidaggine colossale, ma non cerco di imporre la mia idea agli altri in alcun modo, e mi da fastidio che qualcuno provi a farlo con me, come credo dia fastidio a Dario!

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  5. Claudio Derada Troletti

    Articolo un po troppo lungo a mio parere ma ben fatto ! 🙂

    Ovviamente mi trovi d’accordo su tutti i punti e mi associo anche a quanto puntualizzato da Vito riguardo all’atteggiamento delle forze dell’ordine in merito a quanto successo.
    Proprio l’altro giorno discutevo, con uno dei miei inquilini (americano all’ultimo anno di PhD in Biofisica) di quanto successo a Milano e non ho saputo dare una risposta concreta alle sue domande sul perchè in Italia siano permesse queste manifestazioni senza che vengano poi presi provvedimenti e sanzioni verso queste persone.
    Con la manifestazione di queste persone di rara intelligenza sono state violate un tot di leggi e commessi altrettanti reati e mi auguro che vengano presi dei provvedimenti nei confronti di questi individui.
    Come dice Vito ognuno è libero di pensarla come vuole riguardo alla questione, ma ciò non autorizza certo nessuno ( sia da una parte che dall’altra ) ad agire tramite azioni violente per imporre la propria idea.

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  6. Io sono un futuro medico. Le esperienze che ho fatto nella mia vita mi hanno portato a riflettere e ad essere molto critica sul la vivisezione. La domanda che mi faccio sempre è: saresti disposta a stare chiusa in una gabbia o ad essere uccisa per il bene di una “razza superiore”? La risposta che mi do è: NO. Vedendomi solo come il frutto dell’evoluzione, non vedo differenze tra me e un topo, abbiamo solo preso “strade filogenetiche” diverse. Quindi non vedo perchè se non voglio restare chiusa in una gabbia, dovrei voler farci stare un topo.

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  7. Pingback: Sperimentazione Animale: quando è necessaria (tre esempi pratici) | potenziale d'azione

  8. Sono impressionato dalla qualit delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visiter di nuovo il vostro blog molto presto.

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  9. Ottimo articolo, ne far un punto di riferimento, chiss che quanto letto non possa aiutare anche me.

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  10. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gi salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

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