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30 anni di OGM. Ma cosa sono in pratica?

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30 anni fa nasceva la prima pianta ingegnerizzata. Per l’occasione questa settimana Nature dedica il proprio numero al dibattito sugli OGM, ancora aperto e controverso. Ma in cosa consiste la modificazione genetica di un organismo?

Dal punto di vista tecnico l’ingegneria genetica rappresenta l’evoluzione delle tecniche di ibridazione utilizzate da agricoltori ed allevatori nel corso dei secoli. Le caratteristiche vantaggiose o svantaggiose di una specie sono diretta espressione del proprio corredo genetico. I geni possono essere visti come i progetti utilizzati da un’organismo per costruire se stesso. Questi progetti sono scritti nel linguaggio universale del DNA, comune a tutti gli esseri viventi sulla Terra, dai batteri fino a noi.

Per secoli l’uomo ha selezionato le specie coltivate (o allevate) incrociandole tra loro in modo casuale, mischiando i differenti archivi di progetti (i geni), e sperando che la generazione successiva avesse ereditato i progetti vantaggiosi e perso quelli svantaggiosi. Questo è un processo lungo, laborioso e dai risultati incerti.

L’ingegneria genetica va oltre l’incertezza degli incroci casuali in quanto consente di selezionare i singoli progetti di una specie portandoli con precisione nell’archivio di progetti una seconda specie. Si ha così un aumento della sicurezza, della precisione e della velocità del processo di ibridazione, azzerando le probabilità di avere progetti dannosi nella specie finale selezionata. L’ingegneria genetica permette inoltre (grazie all’universalità del linguaggio del DNA) di superare le barriere riproduttive tra specie anche molto lontane tra loro come un batterio e una pianta di grano.
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Di per sè l’ingegneria genetica è quindi uno strumento estremamente potente che può essere utilizzato per produrre organismi utili come il mais in grado di crescere su terreni aridi o il riso arricchito con vitamina A.

Purtroppo, come sottolinea Nature nel proprio editoriale, nel corso di questi 30 anni la ricerca in questo settore ha abbracciato la logica del profitto focalizzandosi sull’aumento delle rese agricole e abbandonando gli obiettivi iniziali del 1983 come la riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura, la lotta alla fame nel mondo in modo sostenibile e la vendita di prodotti di qualità.

La formazione di oligopoli industriali delle sementi inoltre, unita ai dati contrastanti sull’effettivo impatto ambientale e socio-economico degli OGM e alla paura dei consumatori verso “l’innaturale”, ha contribuito a rallentare lo sviluppo di questa tecnologia che, almeno sulla carta, rappresenterebbe la risposta a numerosi problemi dell’Umanità.

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Informazioni su dariomelgari

Sono un biologo biomedico laureato presso l'Universita' degli Studi di Milano. Attualmente sono un PhD student presso la University of Bristol dove studio l'attivita' elettrica del cuore e le molecole che la modulano.

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  1. beh, è per merito tuo e di una discussione che abbiamo avuto a Milano che ho aperto gli occhi sugli OGM e smesso di credere alle tante stupidaggini messe in giro a riguardo. grazie =)

    ps. il tuo blog mi piace proprio!

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    • Grazie! Ricordo bene l’episodio! Nel campo la disinformazione e la paura delle persone per l’ignoto la fanno da padrone. Poi anche le multinazionali ci mettono del loro per risultare poco simpatiche…

      Rispondi
  2. Spesso si presenta questa logica, quando si parla di innovazione scientifica e tecnologica. Da un lato la superstizione e la paure infondate, dall’altro le potenze economiche e le logiche capitalistiche. Nel mezzo, chi cerca di portare ragionevolezza ai primi e etica ai secondi.

    Credo che il problema si trovi nella mancata consapevolezza della natura umana e dell’essere – definito e percepito dall’uomo. Alcuni hanno un difetto di ragione e razionalità. Altri pensano che ragione e razionalità possano essere totalizzanti, dimenticando la dimensione oltre-razionale propria dell’essere umano. Altri ancora classificano il mondo in queste due categorie, credendo di essere i giusti paladini di un modo giusto di pensare. In realtà, io credo, tutti oscilliamo tra opposte visioni della realtà, tra la vita e la morte, nel corso del tempo – delle ere, degli anni, dei giorni o dei più piccoli istanti.

    Rispondi
  3. Grande Dario! Molto interessante soprattutto per una non-scienziata come me….per il poco che so sono d’accordissimo con la tua tesi. Purtroppo anche la visione del mondo ambientalista speso è accecata dall’ideologia del no-OGM, come se l’impronta dell’uomo sulla natura fosse cosa nuova e negativa. E’ appunto il modo in cui lo si fa e lo scopo, come sottolinei tu….seguire il profitto istituisce un mondo OGM deprecabile, ben diverso sarebbe se l’etica attuale della ricerca OGM fosse diversa.
    Mi sembra fondamentale parlare di questo e soprattutto divulgare una visione diversa del mondo OGM, far capire che “un altro-OGM è possibile” 🙂
    Per esempio anche la bioingegneria con tecniche OGM potrebbe creare sistemi di depurazione delle acque a base di alghe, o sbaglio????

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    • Esatto. Potenzialmente non ci sono limiti alla tecnica, che appunto rimane una tecnica che non e’ vantaggiosa o dannosa di per se’, ma sono le sue applicazioni che possono essere positive o negative. Dire che la bioingegneria e’ dannosa in modo assoluto e’ come dire che l’elettricita’ e’ negativa perche’ puo’ essere usata per le sedie elettriche.
      Va poi considerato il discorso etico ovviamente, fino a che punto e’ giusto manipolare gli organismi viventi? E’ giusto poter brevettare un essere vivente?

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  6. Non sono del tutto d’accordo. La tecnica dell’ingegneria genetica sembra una tecnica innocente se rimane in mano ai ‘buoni’. Molti dicono che le università avrebbero dovuto essere i custodi delle tecnica e della ricerca sugli OGM.
    Non è per niente certo però che questi organismi con resistenza alle pesti, coltivati su larga scala non alterino un equilibrio ecologico. Cominciamo appena a capire qualcosa di questo equilibrio e di come è evoluto, spesso per coevoluzione di tante altre specie.

    Ormai l’opninione pubblica è contro l’uso di OGM. Ci vorrà molto tempo, forse quando aziende come Monsanto e Syngenta saranno scomparsi, che si può riparlare di una ripresa della tecnica per migliorare gli alimenti.

    Sembra che dal 2011 la Monsanto si era già ritirata dall’Europa. Così dice il suo portavoce:

    Ho appena scritto un blog sull’argomento:

    http://apilogia.wordpress.com/2013/05/28/la-marcia-contro-monsanto-2013/

    Rispondi
    • Infatti ho sottolineato come gli oligopoli industriali delle sementi e dell’ingegneria genetica abbiano inquadrato la tecnica in una logica di profitto spostandola dalle sue potenzialità “umanitarie”. Inoltre tra le controversie aperte c’è l’impatto non solo sulle specie locali ma anche sulle popolazioni umane autoctone. Un discorso che ricorre ogni qualvolta una grande potenza multinazionale decide di aprire un un polo industriale in questo o quell’altro Paese. Basti pensare all’industria tessile o elettronica per esempio.

      Rispondi
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