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L’impatto sulla salute delle diete vegetariane e vegane.

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Recentemente ho ricevuto alcune di richieste da utenti che mi chiedevano un post di approfondimento sui pro e i contro delle diete vegetariane e vegane.

Per quanto io sia molto interessato all’argomento non posso dire di essere un esperto di alimentazione. Per questo motivo ho contattato una mia amica laureata in Biologia della Nutrizione (che ringrazio) che è stata così gentile da fornirmi un po’ di materiale scientifico al riguardo.

Cercherò di riassumere ciò che ho letto limitando i commenti e focalizzandomi sui dati oggettivi.

ATTENZIONE! In questo post tratterò SOLAMENTE l’impatto sulla salute delle diete vegetariane e vegane. Per questa ragione non verranno affrontati temi quali: l’effettiva sostenibilità ambientale di tali diete, il confronto tra agricoltura intensiva ed agricoltura “biologica”, le ragioni evolutive del consumo di carne nell’uomo (questo tema potrei affrontarlo in un prossimo post) o le ragioni etiche alla base delle scelte alimentari di un individuo.

Prima di procedere con i dati, inoltre, tengo a precisare che i termini “fattori di rischio” e “aumento del rischio” riferiti ad una patologia indicano solo una probabilità eventuale e non indicano in alcun modo una relazione di causa-effetto. In parole povere un fattore di rischio è un fattore statisticamente associato ad una patologia che può favorirne lo sviluppo o aggravarne i sintomi, ma non è un fattore causale.

Fatte le dovute premesse passiamo all’analisi vera e propria. Secondo diversi gruppi di ricerca come la American Dietetic Association o la Dietitians of Canada una dieta vegetariana ben programmata e bilanciata può essere adeguata in qualsiasi stadio di sviluppo. I dati complessivi ricavati da uno studio europeo indicano che la salute dei vegetariani è buona e del tutto paragonabile a quella dei non vegetariani.

È posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, siano salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possano conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti.

Le diete vegetariane sono generalmente caratterizzate da un elevato apporto di carboidrati, acidi grassi omega-6, fibre alimentari, carotenoidi, acido folico, vitamina C, vitamina E e magnesio; mentre sono povere di proteine, grassi saturi, acidi grassi omega-3, retinolo, vitamina B12, vitamina D, calcio e zinco. Le diete vegane in particolare hanno un apporto particolarmente basso di vitamina B12 e calcio.

  • Diete vegetariane e malattie:

Malattie cardiovascolari, ipertensione e obesità:

I vegani sono generalmente più magri, hanno livelli di colesterolo nel sangue più bassi e una pressione sanguigna di poco più bassa rispetto a vegetariani ed onnivori. La moderata riduzione della pressione viene associata al ridotto indice di massa corporea il quale si riflette positivamente sulla salute corporea in quanto l’aumento di peso e  l’obesità sono fattori di rischio per le patologie cardiovascolari. Ciononostante l’obesità è una condizione diffusa anche in contesti ampiamente vegetariani come le comunità indiani dell’India e dell’Inghilterra.

Le diete vegane, inoltre, sono in genere ricche di composti considerati cardio-protettivi come acido folico e anti-ossidanti. D’altro canto il ridotto apporto di vitamina B12 della dieta vegana comporta un aumento dell’omocisteina nel  sangue, un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Salute ossea

Gli studi condotti negli ultimi due decenni non hanno evidenziato differenze nella densità minerale osseo tra gli onnivori e i latto-ovo-vegetariani, mentre la densità ossea risulta ridotta nei vegani. Un apporto inadeguato di calcio e proteine è stato associato con un aumento del rischio di perdita di massa ossea e fratture nei vegani (aumento del rischio di fratture del 30%). La salute ossea, inoltre, non è influenzata solamente da calcio e proteine ma anche da altri nutrienti quali la vitamina D, la vitamina K, il potassio ed il magnesio. Le diete vegane in genere forniscono un buon apporto di quasi tutti questi nutrienti che possono contribuire a ridurre il rischio associato alla carenza di proteine e di calcio.

Cancro

Devo ammettere di aver trovato i diversi dati relativi all’incidenza di cancro piuttosto contrastanti tra di loro. Immagino che questa incertezza sia legata soprattutto alla ridotta conoscenza che tuttora si ha riguardo alle cause e ai fattori di rischio legati all’insorgenza di tumori.

Vegetariani e vegani hanno generalmente un rischio ridotto di contrarre alcune forme di tumore mentre non vi sono differenze tra vegetariani, vegani e onnivori per quanto riguarda l’incidenza del cancro ai polmoni, al seno, alla prostata, all’utero e allo stomaco. Le diete vegetariane e vegane sono ricche di fattori considerati protettivi contro il cancro. Il ridotto indice di massa corporea associato alle diete vegane, inoltre, contribuisce a ridurre il rischio in quanto l’obesità è un fattore di rischio importante per alcuni tipi di tumore. I vegetariani, infine, tendono a ridurre il rischio grazie ad uno stile di vita complessivamente più attento alla salute (non fumando e non bevendo alcolici per esempio).

Ciononostante studi recenti hanno evidenziato come vegetariani ed onnivori abbiano in sostanza lo stesso livello di mortalità legata al cancro. Il consumo di carne rossa, per esempio, è stato associato ad un moderato aumento del rischio di cancro del colon-retto (dati non conclusivi): ma allo stesso tempo anche le proteine derivate dal consumo di legumi tipico della dieta vegana sono state negativamente associate al rischio di tumore del colon (Adventist Health Study). Anche il ridotto apporto di vitamina D ricorrente nella popolazione vegana è stato associato ad un aumento del rischio di tumore. Complessivamente non si possono trarre conclusioni definitive sull’argomento in quanto i dati sulla correlazione dieta-cancro sono ancora pochi e spesso contrastanti.

  • 2. Potenziali carenze alimentari associate a diete vegetariane e vegane:

Carenza di omega-3

La dieta vegana è povera di acidi grassi omega-3 i quali sono importanti per la salute cardiovascolare e il corretto funzionamento degli occhi e del sistema nervoso. Alcune piante possono fornire alcuni precursori degli omega-3 ma la loro conversione a livello fisiologico ha un’efficienza piuttosto bassa. Ciononostante i vegani possono ottenere gli omega-3 tramite alcune alghe o tramite cibi addizionati artificialmente con omega-3.

Carenza di vitamina D

Tra tutte le diete la dieta vegana è quella con il minor apporto di vitamina D (un quarto rispetto agli onnivori). Per un vegano i livelli fisiologici di vitamina D dipendono sia dalla luce solare sia dall’assunzione di cibi arricchiti con vitamina D. Vivere a latitudini elevate (dove il sole scarseggia) può contribuire a sviluppare una carenza di vitamina D soprattutto in individui con la pelle scura o che usano coprirsi il corpo per ragioni culturali.

La vitamina D2 (forma accettata dai vegani) è caratterizzata inoltre da una ridotta biodisponibilità se paragonata alla vitamina D3 di derivazione animale. In Finlandia è stato osservato come una dieta vegana non sia in grado di mantenere livelli accettabili di vitamina D nel sangue contribuendo negativamente ad aumentare la produzione di ormoni para-tiroidei nonché a ridurre la densità minerale ossea.

Carenza di ferro

Non ci sono differenze tra vegani e onnivori per quanto riguarda i livelli di emoglobina e il rischio di anemia. Probabilmente i cibi ricchi di vitamina C della dieta vegana rafforzano l’assorbimento di ferro nelle diete povere di questo elemento.

Carenza di vitamina B12

I vegani hanno generalmente livelli ridotti di vitamina B12 nel sangue ed elevate concentrazioni sanguigne di omocisteina (fattore di rischio cardiovascolare). Un deficit di vitamina B12 può avere conseguenze gravi come anemia, apatia, deficit di concentrazione, parestesia, demenza, atassia e psicosi

La vitamina B12 viene sintetizzata da batteri e si accumula negli animali attraverso la catena alimentare. Onnivori e carnivori ricavano la vitamina B12 dai tessuti animali di cui si nutrono. Gli erbivori invece ottengono la vitamina B12 da acqua e piante contaminate con i microbi responsabili della sintesi della vitamina.

Nella nostra società tale contaminazione è eliminata dall’acqua microbiologicamente depurata e dall’igiene alimentare. Per questo motivo i vegani possono assumere questa vitamina solamente tramite cibi arricchiti e fortificati con vitamina B12 prodotta da batteri selezionati e geneticamente ingegnerizzati per aumentare le rese.

Carenza di zinco

L’acido fitico è una componente comune di grano, semi e legumi. Essendo in grado di legare lo zinco ne riduce la biodisponibilità. Una dieta vegetariana o vegana può portare ad una carenza di zinco anche se non sono state evidenziate differenze tra vegetariani ed onnivori per quanto riguarda l’immunocompetenza legata al metabolismo dello zinco. Probabilmente esistono meccanismi compensatori che aiutano i vegetariani ad adattarsi ad un ridotto apporto di zinco.

Complessivamente una dieta vegana ottimale non può prescindere dall’assunzione di cibi fortificati e addizionati con nutrienti essenziali.

Personalmente sono un fautore della sostenibilità. Non seguo diete particolari ma cerco di limitare l’impatto ambientale delle mie scelte alimentari. Tendo a non comprare cibo preconfezionato o dietro il quale ci sono elevati processi industriali o lunghi tragitti di trasporto. In genere non compro tutti quei prodotti che difficilmente riesco a considerare “cibo” come snack, bibite zuccherine, merendine, ecc. In sostanza cucino molto e di tutto usando ingredienti derivati da produzioni locali.

Per approfondimenti:

“Health effects of vegan diets” WJ Craig. American Journal of Clinical Nutrition. 2009. 89:1627S-33S

“Health effects of vegetarian and vegan diets” Key et al. Proceedings of the Nutrition Society. 2006. 65:35-41

“Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets” Journal of the American Dietetic Association. 2009

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Informazioni su dariomelgari

Sono un biologo biomedico laureato presso l'Universita' degli Studi di Milano. Attualmente sono un PhD student presso la University of Bristol dove studio l'attivita' elettrica del cuore e le molecole che la modulano.

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  1. Ciao!
    Io sono un ragazzo vegano, e a mio parere ci sono delle imprecisioni in questo articolo.
    Ad esempio:
    “mentre sono povere di proteine, grassi saturi, acidi grassi omega-3, retinolo, vitamina B12, vitamina D, calcio e zinco. Le diete vegane in particolare hanno un apporto particolarmente basso di vitamina B12 e calcio.”
    Povere di proteine, omega-3, retinolo, vitamina D, calcio e zinco direi proprio di no, dato che sono tutte cose ben reperibili in svariati alimenti vegetali (la vit. D è presente nei funghi porcini, nel cacao o nel germe di grano. Inoltre per ottenere tale vitamina è necessario esporsi al sole, il che spiega perchè nei paesi nordici vi siano più probabilità di carenze, anche cibandosi di cibi di origine animale) al massimo posso essere d’accordo (anche se ho dei dubbi) sulla B12.
    Quanto ai grassi saturi concordo, e direi per fortuna…!

    Altra cosa su cui non sono d’accordo è questa affermazione:
    “non vi sono differenze tra vegetariani, vegani e onnivori per quanto riguarda l’incidenza del cancro ai polmoni, al seno, alla prostata, all’utero e allo stomaco.”
    Come possono non esserci differenze, se ad aumentare i rischi di questi tipi di tumori – rimanendo sempre in ambito alimentare – sono in particolar modo gli alimenti di origine animale mentre, per contro, frutta e verdura risultano protettivi?
    In pratica si sta dicendo che non fa differenza tra l’assumere sostanze che aumentano il rischio e il non assumerle, il che è palesemente contraddittorio.

    Poi:
    “i vegani possono ottenere gli omega-3 tramite alcune alghe o tramite cibi addizionati artificialmente con omega-3.”
    Solo da alghe e cibi addizionati? E la frutta secca, i semi di lino, l’olio di semi di lino, i vegetali a foglia verde, le leguminose?
    Si è anche scoperto che è addirittura preferibile assumere gli omega-3 da fonti vegetali che da fonti animali (non so se posso mettere il link allo studio che lo afferma, eventualmente fammi sapere).

    “I vegani hanno generalmente livelli ridotti di vitamina B12 nel sangue ed elevate concentrazioni sanguigne di omocisteina”
    A parte che il fabbisogno di B12 è minimo, ma i livelli di omocisteina vengono abbassati dai folati, che sono abbondanti in vegetali a foglia verde e altri vegetali regolarmente consumati dai vegani, mentre l’omocisteina è aumentata dall’assunzione di cibi di origine animale.
    Quanto alla faccenda degli integratori di B12, non è sempre vero che debbano essere assunti: chi ha la possibilità di avere un suo orto o un suo frutteto e quindi di non dover sottoporre i vegetali a lavaggi esagerati può trovarvi questa vitamina.
    Vitamina che, ricordiamolo, viene aggiunta ai mangimi degli animali allevati industrialmente: quindi chi mangia carne di animali da allevamento praticamente è come se per la B12 prendesse degli integratori.

    “Complessivamente una dieta vegana ottimale non può prescindere dall’assunzione di cibi fortificati e addizionati con nutrienti essenziali.”
    Non sono d’accordo: affermare che addirittura non si possa prescindere dall’assunzione di integratori o cibi fortificati è quantomeno azzardato, visto che esistono vegani anche di vecchia o vecchissima data che mai hanno preso integratori o cibi fortificati e non hanno nessun problema di salute.
    Io stesso, vegano da circa 5-6 anni (dopo una decina di anni da vegetariano), non ho mai preso integratori e non ho nessun problema, anzi.

    Per il resto, relativamente a problemi di salute collegati all’alimentazione, basterebbe guardare a chi soffre delle patologie ad essa collegate: non mi pare proprio che siano i vegani… (sia chiaro: non sto dicendo che vegano=perfetta alimentazione e perfetta salute, dato che uno può essere vegano ma mangiare da schifo e quindi avere problemi di salute).
    Sono del parere che a doversi preoccupare maggiormente della propria alimentazione non siano i vegani, ma chi mangia il classico “di tutto un po’” (che in pratica coincide, nella maggioranza dei casi, a mangiare a casaccio e soprattutto ciò che più si gradisce).

    Per quanto mi riguarda, parlando di pro e contro, posso dire che gli unici “contro” derivanti dall’alimentazione vegetariana (e vegana soprattutto) consistono nelle noiosissime schermaglie che regolarmente accadono quando qualcuno scopre che non mangi carne o derivati, tant’è che evito accuratamente di “uscire allo scoperto” nelle occasioni sociali, per evitare di sentirmi chiedere le solite domande tipo “E allora cosa mangi?”…
    Ciao e buona giornata!

    Rispondi
    • Grazie per il tuo commento. Come detto non sono un esperto di alimentazione e limito la mia analisi solamente ai tre studi letti e linkati a fine del post.
      Come detto nel post le diete vegetariane e vegane se ben pianificate non sono salutari e tollerabili per l’organismo.

      Preciso alcune cose:
      1. ho scritto che le diete vegetariane e vegane sono povere e non prive dei nutrienti elencati.
      2. I grassi saturi e’ bene che siano pochi ma non sono veleno e hanno ruoli metabolici
      3. le diete vegane possono essere protettive per alcuni tipi di tumori mentre non hanno effetto su altri tipi di tumore come ho specificato. ogni tumore ha le sue cause e non sempre sono note e provate. c’e’ un bilanciamento tra fattori protettivi e fattori di rischio che concorrono a determinare il cancro. non e’ che se mangi una bistecca ti viene il cancro al 100% cosi come se mangi solo tofu non e’ detto che non ti verra’ mai il cancro. i fattori che determinano l’isorgenza di un tumore sono tantissimi e non sono sempre noti. ed e’ quello che ho scritto.
      4. servono bassi livelli di vitamina B12 perche’ di qualsiasi vitamina servono pochissimi quantitativi giornalieri i quali sono pero’ fondamentali poiche’ le vitamine non vengono sintetizzate dal nostro organismo
      5. se hai letto bene il paragrafo sugli omega-3 ho scritto che possono essere ricavati dalle piante se pur con scarsa efficienza metabolica.
      6. non ho fatto alcun riferimento agli allevamenti intensivi (che condanno) e nelle premesse ho indicato che non avrei approfondito il confronto tra metodi di produzione del cibo.
      7. ti invito a supportare la tua affermazione sull’incidenza delle patologie con dei dati (come ho fatto io) e non con frasi come “basta guardare chi sofrre di certe patologie”. non e’ un’argomentazione. non e’ confutabile ne confermabile senza riscontri.

      Rispondi
      • “le diete vegetariane e vegane sono povere e non prive dei nutrienti elencati.”
        Non concordo nemmeno su quel “povere”: di proteine se ne possono trovare in abbondanza anche nei vegetali, gli omega-3 vengono forniti in modo ottimale dagli alimenti che ho elencato, il retinolo lo si ricava a partire dal betacarotene presente in svariati vegetali, calcio e zinco pure, sulla vitamina D ho già scritto, mentre (come sempre già detto) l’unica cosa che potrebbe essere povera in un’alimentazione vegetale è la B12.

        “I grassi saturi e’ bene che siano pochi ma non sono veleno e hanno ruoli metabolici”
        Non saranno veleno ma sono all’origine di diversi problemi di salute (quelli cardiovascolari su tutti).

        “le diete vegane possono essere protettive per alcuni tipi di tumori mentre non hanno effetto su altri tipi di tumore come ho specificato.”
        Confermo quanto detto sopra: come fanno a non aver alcun effetto sull’incidenza di quei tumori di cui hai parlato, se proprio i vegetali risultano protettivi verso quei tipi di tumore?

        “se hai letto bene il paragrafo sugli omega-3 ho scritto che possono essere ricavati dalle piante se pur con scarsa efficienza metabolica.”
        La cosa sbagliata consiste in quel “scarsa efficienza metabolica”: ti metto l’articolo che spiega la cosa:
        http://www.ilcambiamento.it/vegetarianesimo_veganesimo/omega3_fonte_vegetale_studio_american_journal_clinic_nutrition.html

        “non ho fatto alcun riferimento agli allevamenti intensivi (che condanno) e nelle premesse ho indicato che non avrei approfondito il confronto tra metodi di produzione del cibo.”
        Il riferimento agli allevamenti intensivi serviva a chiarire che la maggior parte delle persone la B12 la assume attraverso gli integratori somministrati agli animali allevati.
        Il che mette sullo stesso piano vegani e mangiatori di carne, per ciò che riguarda questa vitamina.
        Quindi non è che è l’alimentazione vegana in sè ad essere carente di B12, lo sarebbe anche quella onnivora se non dessero la B12 agli animali allevati: il punto è che a rendere l’alimentazione vegana carente di B12 sono i processi industriali odierni. 100 o 200 anni fa questo problema non esisteva.

        “ti invito a supportare la tua affermazione sull’incidenza delle patologie con dei dati”
        Beh, basterebbe guardarsi attorno: persone diabetiche, con problemi cardiovascolari, ulcere allo stomaco, coliti, stitichezza, ecc…, sono vegani o persone che mangiano “di tutto un po’ “.
        I reparti ospedalieri tipo cardiologia o gastroenterologia sono pieni di vegani o persone “normali”?
        So che sono considerazioni generali che a te non bastano, quindi ti metto alcuni articoli (solo alcuni dato che non ho molto tempo ora, ma basta cercare e se ne trovano):
        http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scienze/tumori/vegetariani/vegetariani.html
        http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23467465
        http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23373368
        http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22166801
        http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22019696
        http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19141639
        http://scienza.panorama.it/salute/alimentazione/La-carne-rossa-aumenta-il-rischio-di-malattie-cardiache-e-tumori
        http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/8516-carne-rossa-infarti-cancro
        http://www.vivinaturale.net/notizie-salute/uova-pollo-e-carne-rossa-provocano-cancro-alla-prostata/
        http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Salute-Asl-Milano-a-medici-prescrivete-dieta-vegana-ai-diabetici_314256700116.html
        Poi c’è da riflettere anche sul fatto che a favorire malattie degenerative come Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla e diabete sono i grassi saturi, tipicamente animali. E difatti queste sono patologie tipiche del mondo occidentale, in cui si fa un largo uso di carne e derivati animali.

        Del resto un motivo ci sarà se gli alimenti di cui si consiglia di andarci piano sono la carne e i cibi di origine animale, mentre quelli di cui si consiglia di abbondare sono la frutta e la verdura.

        Coi commenti mi fermo qui, non vorrei che si cominciasse a dibattere animatamente e che finisse in caciara come capita spesso e volentieri su questi argomenti, con sequele di link e contro-link vari, se non di peggio…

        Ti ringrazio per l’ospitalità!
        Ciao e buona estate!

      • Ti ringrazio per la tua risposta. Apprezzo la tua pacatezza nelle argomentazioni. Non sono un fan della caciara e purtroppo su internet si scade spesso in insulti in maiuscolo. Inoltre sei il primo vegano che argomenta con link a PubMed e per questo ti meriti un ulteriore elogio (gli articoli che hai linkato tra l’altro sono citati nelle bibliografie delle tre review pubblicate nel post). Tuttavia non apprezzo i link ad articoli senzazionalistici che confondono “fattore di rischio” con “fattore causale” facendo titoli tipo “la carne rossa provoca il cancro”.

        Detto cio’ vorrei precisare che io non intendo screditare le diete vegane (nel post e nella mia prima risposta ho scritto che sono salutari), ma allo stesso tempo non vedo il male assoluto nelle diete onnivore se queste sono equilibrate. Del resto anche un vegano puo’ diventare obeso e beccarsi il diabete se mangia solo pane e zucchero. La cosa piu’ importante, per mia opinione, e’ l’equilibrio nel consumo di qualsiasi alimento. Guardando per esempio i grassi saturi. Sono d’accordo che una dieta ricca di grassi saturi e’ pericolosa perche’ il nostro corpo gia’ li sintetizza da solo partendo dagli zuccheri. quindi assumerne ulteriormente in grandi quantita’ puo’ portare rapidamente ad un eccesso corporeo. Ma anche qui, basta regolarsi.
        E lo dici tu stesso. “andarci piano con la carne”. Hai pienamente ragione. ma andarci piano e non mangiarne sono due cose diverse. Se uno ne mangia poca non ha un incremento eccessivo del rischio.

        Poi ovvio che negli ospedali ci sono meno vegani che persone “normali”, ma perche’ sono di meno in percentuale nella popolazione. In questo caso mi sembra una forzatura dire che negli ospedali ci sono meno vegani perche’ i vegani non si ammalano. detta cosi non e’ una correlazione reale.

        Se vuoi la mia opinione personale ti dico che la dieta vegana non mi attira, ma non condanno chi la segue. La mia educazione alimentare si focalizza sulla produzione locale e la riduzione delle trafile industriali di produzione/imballaggio/spedizione. Non mi piacciono ne i cibi pronti ne quelli altamente processati.

        Direi che posso chiuderla qui. Grazie mille per il confronto civile. Buona estate.

    • Innanzitutto, chi mangai tutto non mangia a casaccio, ma basta saper condurre una dieta equilibrata.
      Inoltre, sul cancro ti sbagli perchè studi hanno affermato che una dieta vegana riduce la comparsa del cancro al colon sì, ma di quello al seno, ecc.. no…
      I latticini, in quantità giusta fanno bene e soni fondamentali, perchè comunque è stato affermato che non assumere latte non aiuta le ossa…e che i vegani hanno probabilità più altre di fratture.
      Secondo me ci sono pro e contro in entrambi i tipi di dieta.
      Che poi tu stia bene mi fa piacere, ma a volte non è facile compensare alcune vitamine anche se presenti anche in alcune verdure.
      Tra l’altro, vi sono alcuni vegetali che aumentano nel sangue l’acido urico, che fa male.
      Anche la carne e altri alimenti lo aumentano…ma ho visto personalmente analisi del sangue con troppo acido urico migliorare evitando alcuni vegetali.
      Per gli adulti poi è diverso…i bambini possono anche ammalarsi con una dieta vegana…hmia madre è pediatra e me lo ha confermato.
      Io, che conduco una dieta comprensiva di tutto, ma che so regolare i cibi sto benissimo e ho analisi dela sangue perfette.
      Secondo me è sbagliato pensare che ci sia una verita…la verità sta nele mezzo: è importante conoscere ciò che si mangia e stare attenti.

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  3. Salve non sono nè vegetariano nè vegano, ma una persona che ha mangiato di tutto, secondo quella che si dice essere la classica alimentazione mediterranea.
    Penso che ognuno abbia il diritto di scegliere il tipo di alimentazione che più gli aggradi.
    Ma penso che da parte di tutti sia un errore giustificare che sia più giusta, corretta, salutare o altro una alimentazione piuttosto che un altra. Il motivo sta in una scelta non alimentare ma sociale, cioè scegliere perchè ……si amano gli animali, non si condividono le sperimentazione sugli animali ed altro.
    Non vuol essere una critica ma, ve la immaginate una famiglia che abiti in lombardia che per supplire ad alcune carenze alimentari debba procurarsi le alghe del mar (xxxxxxxx)? o nel periodo invernale lasci il lavoro per andare in ferie ed esporsi al sole cosi da poter agevolare il suo organismo nella assimilazione di alcune elementi assenti nella sua alimentazione oppure al centro di milano coltivare il suo orticello (chernobyl sarebbe meglio) per avere prodotti vegetali o allevare polli?.
    Insomma mi piace dire, almeno alla mia età (circa 70) e con gli ultimi esami fatti con un colesterolo alto (ma quello buono), che sono un onnivor mi piace il gusto dei cibio non perchè mi piace che uccidano gli animali o perchè siano consumati prodotti che provengono da molti Km di distanza, concludendo mi piace il gusto, il sapore, la consistenza dei cibi che mangio: una fiorentina al sangue o una parmigiana di melanzana.
    Non vogliatemene ma le scelte sono frutto della mente e a me piace stare a tavola per socializzare non per dire non mangio questo o non mangio quest’altro.
    Intendo dire che preferisco non affliggere o essere afflitto, quando si mangia con amici, perchè a uno posso cucinare polenta con salsicce e all’altro no e viceversa.
    Un salutone agli onnivori e ai vegetariani.

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  4. A proposito di correlazione e causalità, cosa diresti di un Randomized Controlled Trial in cui onnivori malati vengono messi a regime vegano per cinque mesi? Sarebbe una buona prova di causalità? Dai un’occhiata alla mia review sul tema, in cui gli esperimenti RCT sono una buona decina https://lacucinadeibriganti.wordpress.com/articoli/diete-vegane-per-la-cura-delle-malattie-cardiovascolari-e-metaboliche/

    Inoltre: nei temi di salute pubblica a volte è impossibile fare esperimenti per motivi etici, eppure è necessario stabilire nessi di causalità. E’ un esempio il caso del tabacco: c’erano studi epidemiologici che mostravano una correlazione tra il fumo ed i tumori al polmone, ed in più il nesso causale era plausibile, poichè alterazioni carcinogeniche erano state osservate in esperimenti su cellule e tessuti, ma non sugli individui. Ovviamente non si potevano prendere 20 volontari e metterli a fumare per osservare se si ammalavano (esperimento non etico). Fu uno dei primi casi in cui si usò la somma di: studi epidemiologici + plausibilità in laboratorio per stabilire un nesso causale. ( http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4079266/ )
    Oggi con l’alimentazione carnea succede qualcosa di simile: abbiamo gli studi epidemiologici che mostrano la minor incidenza di tumore al colon-retto presso i vegetariani e vegani, ed una plausibilità scientifica legata alle ammine eterocicliche ed ai composti putrefattivi che si generano nel colon di chi mangia carne ( http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4245565/ ). Questo è coerente con l’opinione espressa dal World Cancer Research Fund – American Institute for Cancer Research nel 2007 (“Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective”).

    In conclusione, il materiale citato fino ad ora non dice che l’alimentazione vegana sia la migliore, nè che sia impossibile condurre una dieta onnivora sana, semplicemente dà spunti su cui riflettere e che si possono approfondire. Ci tengo comunque a precisare che non sono a conoscenza di studi che mostrino una soglia entro la quale il consumo di carne si può considerare “sicuro”.

    Rispondi
    • Grazie Attilio per il tuo commento ottimamente argomentato. Mi spiace non aver molto tempo da dedicare in questo periodo (sono un po’ preso con la tesi di dottorato). Sarei curioso di approfondire i criteri di selezione delle coorti vegetariane/vegane. In genere chi segue una dieta vegetariana ha uno stile di vita piu’ salutare. E d’altro canto si puo’ essere vegani mangiando solo pizza, pasta e patatine fritte. di certo non una dieta sana e bilanciata.

      Rispondi
      • Grazie per la risposta, capisco che gli impegni sono sempre tanti e non si ha mai tutto il tempo che si vorrebbe. Equilibrio é fare cose buone con il tempo che si ha a disposizione.

        Tornando a noi: qualche volta ho trovato che prendono un gruppo di veg e poi prendono un campione casuale di popolazione onnivora, numericamente uguale, facendo coincidere sesso, etá, status fumatore, a volte anche BMI. E poi si, molti studi dicono che lo stile di vita salutare é spesso un fattore confondente molto correlato con l’alimentazione veg, per questo ogni tanto cercano anche modi per valutare gli effetti della dieta veg a prescindere da questo fattore confondente.

        Per quanto riguarda la pizza, pasta e patatine fritte, beh, non ci sono dubbi, si sa che squilibrano la dieta, non c’é neanche bisogno di dirlo. ciao!

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