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Uomo Vs resto della Vita: un post demotivante, o forse no.

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Avete in mente quelle immagini di una galassia con una freccia e la scritta “VOI SIETE QUI” che ci ricordano quanto siamo insignificanti di fronte alla grandezza dell’Universo?

Dannazione! Quando hanno fatto la foto ero di spalle! La rifacciamo?

Abbastanza demotivante, vero? Però se consideriamo solo la Vita sul nostro pianeta le cose migliorano e noi esseri umani riacquistiamo la nostra importanza e centralità, o no?

La Vita sulla Terra è una e una sola. Tutti gli organismi che esistono, che sono esistiti e che esisteranno si basano sul carbonio e sulla stessa, identica molecola di DNA in un comune, per quanto intricato, cammino evolutivo.

La tassonomia è la disciplina che si occupa di organizzare gli organismi viventi in gruppi definiti secondo una precisa gerarchia che va dai tre Domini più grandi fino alle specie.

Secondo la gerarchia tassonomica, ad esempio, l’Uomo appartiene al dominio degli Eucarioti, del regno degli Animali, Phylum dei Cordati, della Classe dei Mammiferi, dell’Ordine dei Primati, della Famiglia degli Ominidi, del Genere Homo, della Specie Homo Sapiens (e l’ho pure fatta breve tagliando i vari subphylum, infraclassi, superordini e sottoregni…)

Questa complessità nella classificazione lascia già intuire quanto anche sul nostro pianeta forse non siamo dopotutto così rilevanti.

Si stima infatti che il numero complessivo di specie di organismi eucarioti (ovvero animali, piante e funghi; escludendo batteri e archei) attualmente presenti sulla Terra sia di circa 9 milioni, di cui gran parte ancora da scoprire. Da quando il buon Linneo ha iniziato a classificare gli esseri viventi a metà del XVIII secolo ad oggi sono state descritte circa 1.3 milioni di specie. Ciò significa che l’86% delle specie esistenti è ancora sconosciuto.

Sempre per darvi un’idea della rilevanza della specie umana all’interno della Vita date un’occhiata a questa immagine dell’albero della vita (visibile QUI in alta definizione) simile a quella della galassia presente all’inizio di questo post :

tree

L’albero della vita. Costruito utilizzando i dati raccolti dagli RNA di solo 3000 specie viventi

Il grafico, tra l’altro, diventa ancora più demotivante nel momento in cui si scopre che è stato costruito utilizzando i dati di SOLO tremila specie a fronte dei 9 milioni sopra citati.

Abbiamo quindi appurato che l’uomo è solo una specie su nove milioni ed è pure una specie abbastanza solitaria essendo l’unica esistente appartenente al genere Homo (gli ultimi nostri cugini, i Neanderthal, si sono estinti circa 30.000 anni fa); ma se consideriamo il numero di individui le cose migliorano?

Gli esseri umani al giorno d’oggi sono circa 7 miliardi. Un numero importante che potrebbe permetterci di fare la voce grossa… o forse le cose ci vanno male anche in questo caso…

La popolazione mondiale di galline nel 2003 era di 24 miliardi di individui e si stima che per ogni essere umano sulla Terra esistano circa 200 milioni di singoli insetti divisi in 950.000 specie note (l’80% di tutte le specie eucariote).

La popolazione mondiale di formiche è di circa 50,000,000,000,000,000 individui. Più di 7 milioni di formiche per ogni persona vivente.

Numeri incredibili che però appaiono insignificanti se solo ci spostiamo dal Dominio degli Eucarioti a quello dei Batteri.

I batteri sono microbi procarioti e si trovano ovunque, anche nel nostro intestino. In ogni grammo di terreno ci sono 40 milioni di singoli batteri. La popolazione mondiale di batteri è stimata in 5,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000 (5X10^30) singoli individui, con una biomassa complessiva che supera quella di piante e animali.

Escherichia Coli (credit: Wikipedia)

Per darvi l’idea, e ricollegarci all’immagine della galassia, se mettessimo in fila indiana tutti i batteri otterremmo una linea continua in grado di percorrere il diametro della nostra galassia…. per diecimila volte….

Niente da fare, anche considerando il numero di individui gli esseri umani rimangono una piccola frazione della Vita.

Ma in fin dei conti questo non è poi così demoralizzante. Saremo anche individui di una piccola specie, di un piccolo pianeta in un grande Universo, ma ciascuno di noi porta con se l’incredibile unicità del proprio patrimonio genetico.

Provate a considerare la serie incredibile di eventi che ha portato alla vostra esistenza individuale. Immaginate il numero gigantesco di eventi casuali che si sono combinati per dare luogo alla vostra persona. Pensate solo alla linea parentale di ogni individuo: ciascuno di noi ha due genitori, quattro nonni, otto bisnonni, sedici trisavoli, trentadue quadrisavoli e così via.

Forse siamo pochi, forse siamo piccoli, ma siamo unici.

La nostra intelligenza, poi, è  un dono evolutivo che ci permette di avere un impatto sull’intero pianeta che supera i limiti delle nostre dimensioni; cerchiamo di usarla con saggezza.

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Informazioni su dariomelgari

Sono un biologo biomedico laureato presso l'Universita' degli Studi di Milano. Attualmente sono un PhD student presso la University of Bristol dove studio l'attivita' elettrica del cuore e le molecole che la modulano.

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