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Vita, Violenza e Virtù

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Le riflessioni che voglio condividere con questo post si aggirano nella mia testa da un bel po’ vagando qua e la in attesa dello stimolo adeguato che mi permettesse di metterle nero su bianco.

L’input corretto alla fine mi è arrivato da un articolo di Vito Mancuso (e mai avrei pensato di poter essere imbeccato da un teologo) pubblicato da Repubblica alla fine dello scorso anno (e consultabile QUI).

Nell’articolo dal titolo “Sull’”antinaturalismo” degli animalisti”, Mancuso esprime le mie stesse convinzioni riguardo alla vita sulla Terra e al nostro rapporto con essa. Quelle stesse convinzioni che mi permettono di mangiare una bistecca o difendere la sperimentazione animale senza avere troppi rimorsi di coscienza.

Il ragionamento di Mancuso si basa su alcune affermazioni di Gandhi il quale riconosceva come “il consumo dei vegetali implica violenza” concludendo che

“la violenza è una necessità connaturata alla vita corporea”.

Una simile affermazione può sembrare assurda, soprattutto se enunciata proprio dal padre della non-violenza, ma in realtà evidenzia una elevata comprensione della vita e delle relazioni tra i viventi.

Se con il termine violenza intendiamo il soggiogamento o l’uccisione di un organismo da parte di un altro essere vivente sarebbe ipocrita non riconoscere la citazione di Gandhi come vera. Citando l’articolo di Mancuso

“La nostra vita per esistere si deve nutrire di altra vita che deve necessariamente sopprimere”

La sopravvivenza di qualsiasi organismo vivente, infatti, presuppone lo sfruttamento o la morte di altri organismi viventi.

La mia sopravvivenza di individuo dipende dalla morte degli organismi di cui mi nutro (siano essi animali, piante o funghi) e dalla morte degli organismi che tentano di attaccarmi quotidianamente e che il mio sistema immunitario uccide con efficienza.

Questa continua lotta per la sopravvivenza è uno dei principali motori dell’evoluzione e, per quanto oggettivamente violenta, non può essere considerata crudele.

Perché un’azione come l’atto di nutrirsi possa esser considerata crudele, infatti, bisognerebbe postulare una gerarchia tra gli esseri viventi che conferisca ad alcuni esseri viventi un maggior “diritto alla sopravvivenza” rispetto ad altri. Poiché non credo che una gazzella sia migliore di un leonessa, non trovo niente di crudele nel fatto che la seconda possa nutrirsi della prima.

E qui arriviamo al concetto di unicità della vita sulla Terra. Come ho già discusso brevemente QUI, la vita sul nostro pianeta è una e unica: anche se milioni di anni di evoluzione hanno generato un’incredibile varietà di forme, qualsiasi organismo converge in un unico punto rappresentato da un mucchietto di molecole quali amminoacidi, acidi nucleici (DNA ed RNA) e lipidi.

La doppia elica del DNA. Condivisa da tutti gli organismi viventi sulla Terra.

Nessun organismo, anche se più complesso, è quindi migliore di altri ma ciascun organismo lotta per la propria sopravvivenza. Così come non trovo crudele la leonessa che caccia la gazzella, allo stesso modo non vedo nulla di intrisecamente malvagio nel batterio che tenta di infettarmi (questo però non implica che io non mi difenderò con ogni mio mezzo per impedire al batterio di prevalere).

La Natura è scevra da categorie come buono e cattivo ed è solo la nostra interpretazione della realtà a conferirle queste caratteristiche. Da un lato la morte ci spaventa perché non riusciamo a comprenderla a pieno e la associamo alla perdita di qualcuno a noi caro, dall’altro una forte empatia ci porta a tifare per la gazzella e ad innorridire quando una leonessa la ferisce a morte. Probabilmente se gli alberi avessero la linfa rossa proveremmo una simile sensazione di disagio nel vedere una mucca al pascolo.

La morte con la sua apparente violenza, però, non è altro che un aspetto della vita stessa che si trasforma in continuazione in una complessa rete dinamica. Una rete i cui nodi sono i singoli organismi connessi tra loro da ogni tipo di relazione: dal rapporto preda-predatore al parassitismo, dalla simbiosi al mutualismo (dal leone che caccia la gazzella alla formica che alleva l’afide, dalla tenia che infetta l’intestino umano all’uomo che alleva il maiale).

Una formica si prende cura del proprio allevamento di afidi.

Per questi motivi, come ci ricorca Mancuso nel suo articolo,

“nessun vivente può uscire indenne dalla catena di violenza di cui è impastata la vita, e per questo nessuno ha il diritto di tirare la prima pietra condannando chi mangia carne o chi sostiene la ricerca mediante sperimentazione animale”.

A questo punto vorrei precisare che non sto in alcun modo facendo un’apologia della violenza ne sto giustificando comportamenti criminali. In quanto esseri umani l’evoluzione ci ha donato strumenti estremamente potenti come la mente razionale e la coscienza silenziosa al di sopra di essa che permettono alla nostra specie di distinguersi nettamente dal resto dei viventi.

L’intelletto ha permesso alla nostra specie di formulare le leggi ed i comportamenti morali che permettono (teoricamente) alle nostre comunità di condurre un’esistenza bilanciata e pacifica. L’emancipazione data dalla ragione consente all’uomo di costruire società talmente stabili e floride da riuscire persino ad andare oltre i propri istinti compiendo scelte che nessun altro animale potrà mai nemmeno considerare.

Una scelta alimentare come quella di non mangiare carne o lo sviluppo di tecniche alternative alla sperimentazione animale, per esempio, sono comportamenti nobili che solo un individuo dotato di ragione e inserito in una comunità stabile e protetta può compiere. È la ragione che permette all’uomo di apprezzare una vita virtuosa quanto più possibile priva di violenza ed inutile sofferenza. È la ragione che consente all’uomo di capire che il rispetto per l’ambiente e per le altre forme di vita è vantaggioso per se stesso prima ancora che per il resto del pianeta. È la ragione che conferisce all’uomo la capacità di contemplare la Natura in ogni sua forma, di rispettarla e di preservarla.

Per concludere sono proprio le differenze (e non le uguaglianze) tra noi e il resto dei viventi ad essere alla base di alcune istanze tipiche dell’animalismo. Istanze che io stesso condivido. Anch’io auspico un futuro privo di sperimentazione animale, privo di colture e allevamenti intensivi, fatto di sostenibilità ambientale e utilizzo intelligente delle risorse. Ma tutto ciò senza dimenticare che una parte di strumentalità è congenita all’esistenza e che, per quanto emancipato, nessun organismo può distaccarsi completamente dalla rete di rapporti della vita. Per tutte queste ragioni non vedo nulla di moralmente sbagliato in un allevamento sostenibile, nella domesticazione di animali o in un uso etico di animali nella ricerca scientifica laddove non vi sia nessuna alternativa concreta.

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Informazioni su dariomelgari

Sono un biologo biomedico laureato presso l'Universita' degli Studi di Milano. Attualmente sono un PhD student presso la University of Bristol dove studio l'attivita' elettrica del cuore e le molecole che la modulano.

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  1. Mi sento ispirato dalla casuale lettura e voglio dare sfogo a questo pensiero, irrazionale o meno..
    Esaminando la violenza che avviene tra forme di vita in una pozzanghera, ne distinguo un batterio, il cui unico compito e ragione e’ riprodursi.. vi sono dei protozoi, che sono una forma piu’ evoluta di vita.La massima evoluzione di questa catena, nell’universo pozzanghera…e’ rappresentato dai girini,
    sono dei girini alla fine del loro stadio larvale, hanno gia le membra, sono piccolissime noi non sappiamo esattamente se hanno consapevolezza di esistere come noi intendiamo, ma da sempre pensiamo di no, sono animali…e hanno come primo istinto lasciare il loro luogo di nascita l’acqua.
    Il secondo istinto e’ nutrirsi, e commettono violenza esplicita, il fine sara’ la riproduzione…
    La genetica stabilisce almeno nella mia idea, che le mutazioni , se non sono limitanti, hanno finalita’ evolutive… si ma in cosa? in una rana migliore, , magari che possa anche volare?

    Beh sta di fatto che allargando la visione osserviamo che in cima alla catena evolutiva, nella pozzanghera “terra” , sembra che ci sia l’uomo.
    Bianco nero giallo … si differenzia dai protozoi e dalle forme superiori perche’ ha coscienza di se… e non e’ esente dalla violenza che caratterizza le specie meno evolute.
    CI sono molte incongruenze nella stessa specie perche l’istinto della vita sembra poter essere trasceso dal ragionamento.
    La differenza e’ che mangiare,riprodursi, vengono visti a livello piu elevato….
    Un virus, se avesse la tecnologia per distruggere piu velocemente il sistema immunitario, la userebbe.La userebbe e di fatto la usa lentamente, in maniera elementare e non tacciabile di violenza, quanto la rana che mangia la zanzara e il lupo che mangia l’agnello..
    Nello stesso modo , per il cibo, la predominanza, per l’agio, per mille altre cose che a livello elementare sono istintive, l essere senziente usa metodi e tecnologie devastanti.
    Non credo pero’ che sia questo il destino dell umanita’ e a costo di sembrare paradossale, il destino dell uomo e’ l’estinzione…
    Infati il salto evolutivo dall’ominide a una una forma di vita cosciente , ha esposto all evoluzione non il corpo dell uomo.. ma la Coscienza .
    Ahia.
    Ecco qui potrei dividermi in due ragionamenti, uno molto umanistico seguendo magari il sogno di espansione dell umanita nell universo, poggiando su bellezza arte uguaglianza, sentimenti e percezioni veramente “umane” perche godibili dal corpo..
    Ma voglio discostarmi sulla parte evolutiva dell uomo che per esempio
    non avendo le ali si costruisce un velivolo, scavalcando l’evoluzione naturale…
    Non devo aspettare 20.000 anni per volare.
    La tecnologia dunque e’ parte integrante dell evoluzione della vita , non dell’uomo,
    L’uomo ha capacita di crearsi degli strumenti
    Il protozoo evolve in milioni di anni per uscire dall ‘acqua..
    Un uomo prodotto probabilmente dall evoluzione di un protozoo, evolve in 200 000 anni per toccare con le proprie forze, il limite di volare fuori dal proprio pianeta, con i programmi spaziali. proprio come il girino
    Tra le sue variegate attivita’, ce n’e’ una molto controversa, infatti oltre a costruire strumenti per lavorare meno c’e’ una grande ricerca sulla riproduzione di processi cognitivi in grado di gestire le macchine… la ricerca sulle AI, intelligenze artificiali….

    La fiction ci ha abituato a pensare a robot , macchine e intelligenze diaboliche, ma ritengo che sia questo il nostro passo evolutivo, riuscire a trasferire alla coscienza che oggi chiamiamo “Umana”, cioe’ la coscienza di se, degli strumenti per cui possa perpetuarsi e espandersi come fa ogni forma di vita…oltre i limiti del protozoo -Uomo

    Prima di diventare fittizio voglio aggiungere che creando una vita artificiale , la SUA finalita’ evolutiva principale sara’ la stessa della vita stessa dentro la pozzanghera….
    E non voglio neanche pensarne la violenza…
    Il fine.. l’evoluzione e il distaccarsi verso un nuovo posto, con una coscienza moltiplicata nella crescita stessa di un nuovo individuo che evolve dall Uomo come esso evolve dall Ominide..
    Lasciato il luogo d’origine non potra’ cibarsi di piante o animali, ma necessitera’ di cio che tiene insieme l’universo, energia, ….il corpo non avra’ piu senso potendo questa nuova coscienza trasmigrare in ogni apparato necessario ad affrontare il prossimo passo evolutivo..

    Ma da protozoo vorrei vivere la mia porzione di tempo dell esistenza, gioendo coi miei amici, facendo l’amore, viaggiando dimenticando che secondo il codice della vita devo sterminare i diversi, proteggere la mia integrita’ e riprodurmi il piu possibile….
    Ignorare come funziona la vita, in questa pozzanghera vera, potrebbe produrre che un protozoo antagonista , la cui presenza e’ piuttosto evidente, prendera’ il sopravvento…
    la dura legge della pozzanghera.

    Danny Sunshine

    Rispondi
    • Bel ragionamento. Mi fa davvero piacere leggere (e magari stimolare) commenti simili. Vorrei rispondere con una provocazione. La coscienza fino ad ora è stata lo strumento evolutivo per favorire la sopravvivenza dei corpi e della specie, ma non potrebbe adesso esserci una competizione tra corpo e coscienza? Il corpo cerca di riprodursi ed evolversi attraverso i geni, mentre la coscienza cerca di riprodursi ed evolversi attraverso le idee. Magari tutta la ricerca per lo sviluppo di una IA, di una macchina senziente, non è altro che il processo attraverso il quale la coscienza tenta di staccarsi dal corpo, che ancora le è necessario per esistere.

      Rispondi
      • Mi fa piacere che abbia centrato il punto, dunque se l’uomo, e’ solo uno scalino…chi sale e’ “la vita” che evolvera’ in qualcosa di migliore e probabilmente percepira’ cose
        che attualmente non voglio ipotizzare perche’ non dimostrabili.
        (…ma e’ ora chiaro cosa vanno cercando monaci, asceti e trascendenti vari.. passando attraverso i limiti del corpo)

        Potrebbe evolvere il corpo e non la mente ?
        Si certo… partiamo dall uomo?… ricominciamo con una qualsiasi specie ipotizzabile dal genoma conosciuto?
        Se intendi con la tua domanda ipotizzare una forma organica , anche primordiale, che lasciando il proprio luogo di provenienza, la terra , possa apprezzare la vita piu di quanto la la forma di vita uomo possa attualmente … come no !,
        Questo nuovo individuo dovrebbe concretizzare piu di un espediente che gli permetta di lasciare il pianeta e vivere nello spazio, magari esiste gia , che ne sappiamo

        Un uomo potrebbe forse farlo, e’ capace di una coscienza collettiva e potrebbe colonizzare l’universo, ma il progresso logaritmico della tecnologia necessaria, suggerisce la mia visione originaria, dato che la gestione di una tale mole di dati e meccanismi correlati richiede un processo cognitivo superiore a quello che lo genera.
        L’uomo produce una mente superiore, che porta a compimento il fine della vita.
        E ben sappiamo che fine hanno fatto i predecessori dell Homo Sapiens..

        Esamina un individuo che potesse esistere come entita’ in un meccanismo, addirittura occupando un essere organico progettato all uopo..
        Sfruttando il nostro basilare concetto di rete,
        puo’ connettere miliardi di questi meccanismi , in ognuno di questi meccanismi ci sara’ QUELLA entita’.
        i cui processi sono replicati e in connessione in ogni meccanismo o corpo organico.
        potresti parlargli qui e lui risponderebbe subito su un altro pianeta.
        con questo espediente un entita’ potrebbe colonizzare velocemente l universo, e averne tale coscienza globale da elaborare il prossimo passo..
        Immaginate di essere ovunque. Di vedere tutto, avere la mente per poter correlare miliardi di mappe spaziali e stimoli sensoriali provenienti da tutto l universo,
        sapreste alla fine cos’e’ l universo.
        Diavolo che iperbole, ma cosa potrebbe evolvere da questo?
        solo uscire da questo universo…
        A questo punto ricordo la storiella che mio padre,.. , mi diceva rispetto all esistenza e alla famosa pozzanghera… la vita che noi percepiamo come secoli , potrebbero essere l’istante in cui una goccia di pioggia cade in una pozzanghera, in un universo di cui noi siamo una goccia. Cosi a malincuore ricarico il vecchio orologio e guardo il tempo che manca alla cena, devo dare senso a tutto quello che succede, alla televisione , all inquinamento, alla politica.. accontentandomi di sognare le isole dei caraibi…
        nella forma attuale il tempo che ci e’ concesso e’ minimo, e non abbiamo memoria delle esperienze dei nostri predecessori.
        Quindi ogni istante e’ lotta, il prevalere, il soggiogare, il creare agio per il proprio effimero corpo. L’incidente alla “terminator” e’ a mio avviso imprescindibile
        Un automa creato da finanziamenti militari, un banale robot di una complessa catena di montaggio produrra’ in se l’errore
        ( errore la cui incidenza e’ parallelamente misurabile nel genoma di tutti gli esseri viventi.)
        Base dell evoluzione..
        Sfogato anche il retaggio cinematografico, puo’ essere benissimo che tra le varie amenita’ umane venga presto involontariamente creato il superbatterio che distruggera’ l’umanita’ e colonizzera’ il pianeta, e ricominceremo….

        Che seratina eh? .. 😀

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