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Archivi del mese: dicembre 2015

Il 2015 di Potenziale d’azione

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 44.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 16 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Perché la milza fa male quando corriamo?

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La fine del 2015 è alle porte ed è tempo di fare qualche buon proposito per l’anno nuovo. Nella mia lista ho deciso di inserire la corsa, attività che non praticavo ormai da quasi due anni (pur rimanendo sempre allenato con altre forme di attività fisica). Alla seconda seduta di corsa eccola lì, quella pugnalata al fianco che mi ricorda quanto non sia allenato in questo momento.

La cosa non mi scoraggia, visto che il “dolore alla milza” è più che comune nei principianti, soprattutto se poco allenati. Talmente comune tra i comuni mortali che, se si presenta in atleti professionisti, può essere il campanello d’allarme di una condizione patologica più grave.

Ma a cosa è dovuto questo talvolta lancinate dolore al fianco?

La risposta più immediata è: non si sa con certezza.

Ma andiamo con ordine.

Come sottolineato dal titolo di questo post, questo tipo di dolore viene comunemente indicato come “dolore alla milza”, ma questa definizione è con ogni probabilità molto imprecisa se non completamente sbagliata.

La milza è un organo non necessario alla sopravvivenza (si può sopravvivere anche senza) che contribuisce al metabolismo del sangue con alcune funzioni quali l’eliminazione dei globuli rossi vecchi o danneggiati (eritrocateresi), la produzione di linfociti (cellule del sistema immunitario presenti nel sangue) e lo stoccaggio di una riserva di globuli rossi pronta ad essere usata in caso di emergenza.

Proprio quest’ultima funzione è alla base del mito del dolore alla milza. La credenza più diffusa (e quasi certamente sbagliata) è che, sotto sforzo, la milza si contragga con forza per liberare nel sangue la propria riserva di globuli rossi, aumentando l’efficienza del trasporto di ossigeno nel corpo.

In realtà non ad oggi evidenze dirette di questo fenomeno fisiologico. Inoltre, la milza è localizzata nel fianco sinistro, mentre le fitte addominali da allenamento possono essere percepite in tutto l’addome, soprattutto nella fascia appena al di sotto della cassa toracica. Tanto più che questo tipo di dolore ha il doppio di probabilità di essere percepito nel fianco destro, opposto a quello della milza.

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Quali sono, quindi, le cause effettive di questo dolore?

Numerose teorie (molte delle quali sono state poi riconosciute come imprecise) hanno provato a spiegare l’eziologia di questa condizione comune.

Tra le teorie più diffuse troviamo:

  • Crampi muscolari, soprattutto del muscolo diaframma molto sollecitato nell’attività fisica.
  • Stress meccanico dei legamenti viscerali che sostengono i grandi organi interni come stomaco e fegato.
  • Disturbi gastrointestinali (teoria screditata)
  • Dolore di natura neurogenica, legato alla compressione di nervi addominali.
  • Irritazione del peritoneo parietale, la membrana che avvolge gli organi interni e che può irritarsi in seguito a ripetute sollecitazioni e sfregamenti come quelli che possono verificarsi durante l’attività fisica.

Tutte queste teorie spiegano parzialmente le dinamiche del dolore da sforzo, ma nessuna riesce a coprire tutta la casistica e, per questo, rimangono speculative.

So che si sa per certo è che le fitte addominali da attività fisica sono legate ad una cattiva postura della spina dorsale e a forme di allenamento che comportano una maggiore sollecitazione del busto (infatti, il “dolore alla milza” è più comune nei corridori e meno diffuso nei ciclisti). Inoltre, correre a stomaco pieno o dopo aver bevuto bibite ricche di sali può aumentare la probabilità di percepire questo tipo di fitte.

Per ulteriori approfondimenti consiglio la lettura di QUESTO recente articolo scientifico che riassume (in inglese) tutto ciò che si sa fino ad oggi sul dolore addominale da esercizio.

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